Lettera aperta alla città

Mia cara Rimini,

 

domenica si voterà e mi piace immaginare la mia città nel prossimo futuro.

Abbiamo perso il vecchio ideale della politica, quella della discussione, del ragionare, del pensare, dell’approfondimento.

Viviamo in una realtà che va avanti per automatismi, ed è sempre più spersonalizzata. Ormai anche per ordinare un’auto o prenotare un appartamento troviamo le chiavi in cassette con un codice…

Allora mi chiedo quale sia il rapporto fra cittadini e Amministrazione Comunale?

Mi piacerebbe poter avere dei punti di riferimento, che in realtà ci sono, ma che il cittadino non percepisce.

Il mio non vorrebbe essere un semplice appello al voto, la mia lettera vorrebbe poter trasmettere una rinnovata speranza, un nuovo entusiasmo che possa fare intravedere una luce in fondo a questo tunnel di pessimismo dove tutti un po’ ci sentiamo impantanati. E’ scomparsa totalmente la passione per la politica, siamo ormai disorientati e non troviamo chi con coerenza riesce a portare avanti le nostre idee.

Chi decide di fare politica spesso lo fa perché non ha alternative, perché non ha né competenze, né un lavoro che gli garantisca un reddito, vediamo gente paracadutata nelle sedi decisionali solo perché amica e sostenitrice di questa o quella corrente, oppure solo perché ha saputo dimostrare fedeltà e abnegazione a questo o quel personaggio. Del ben-essere dei cittadini non frega in sostanza niente, non vengono promosse o sostenute le iniziative private che garantiscono partecipazione e miglioramento delle condizioni di vita.

Mi chiedo, la mia Rimini, riuscirebbe a liberare la città come in una nuova Liberazione? I partigiani sono morti per consentirci di poter esprimere le nostre idee e avere i diritti di cui godiamo, e noi? Vorrei una Rimini Liberata dai clientelarismi ma anche dalle ingiustizie…è possibile che, solo per fare un esempio di vita quotidiana, il prezzo del metano sia triplicato e nessuno vada in piazza a protestare? qualcuno mi risponde dicendo “stiamo ancora troppo bene”…ma allora nella Rimini del futuro mi immagino una consapevolezza di essere popolo, di essere comunità, un senso di appartenenza che dallo stadio Romeo Neri al Palazzetto arrivi nella Piazza dedicata ai Nostri Martiri, fino a quella Cavour, che ospita il nostro Municipio!

Insomma una civitas una cittadinanza riminese, riscoperta e portata con orgoglio anche nelle cabine elettorali di questa domenica, dove possiate fare emergere un voto che vi rappresenti, che rappresenti le vostre idee, le vostre istanze ed i vostri valori. Un voto che sappia, perché no, premiare l’esperienza di chi ha fatto un buon lavoro a Roma e si sia speso per noi.